Intrecci di comunità

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L'Arte che Costruisce Relazioni e Inclusione a Scuola

L'installazione, intitolata "Intrecci di Comunità", è un'opera che combina estetica astratta e un profondo messaggio sociale. E’ un' opera d'arte collettiva che funge da simbolo tangibile di un percorso educativo volto a promuovere l'unione e la solidarietà tra gli studenti.

Dati Tecnici dell'Opera

L'installazione misura 300 cm metri X 500 cm ed è stata iniziata e completata nel 2025. La sua realizzazione ha richiesto l'uso di tecniche miste su diversi supporti, che includono l'applicazione di acquerelli, pastelli oleosi, matita, penne e pennarelli. L'assemblaggio finale e la protezione delle singole componenti sono stati ottenuti tramite plastificazione e l'uso dello scotch biadesivo per l'affissione sulla parete in cemento armato.

La Descrizione dell'Opera

L'installazione si presenta come una grande composizione dominata da una fitta rete di linee bianche intrecciate su uno sfondo grigio di cemento armato. La peculiarità risiede nella diversità degli andamenti delle linee, che spaziano da direzioni verticali e orizzontali a tratti curvilinei, spezzati e circolari. Le linee si stagliano nettamente sul fondo grigio e materico del muro, creando un contrasto visivo.

Negli spazi ritagliati e definiti da questa rete, compaiono campiture di una ricca varietà cromatica: colori caldi e freddi, tonalità pastello e vivaci, nonché colori primari e secondari presenti in varie gradazioni. Queste aree, ulteriormente arricchite da texture varie, aggiungono profondità, vitalità e complessità all'opera. È un'opera d'arte astratta dinamica, che combina la disciplina delle forme geometriche e lineari con la libertà del gesto e del colore. La giustapposizione tra la regolarità della linea bianca e la varietà cromatica delle aree interne evoca le correnti dell'astrattismo geometrico e lirico, dell'arte concettuale e dell'arte urbana contemporanea.Il Percorso Creativo e l'Intento Educativo

L'opera nasce con un intento profondo: promuovere l'unione e la solidarietà tra gli studenti e le studentesse di sei classi di seconda e terza media delle sezioni A B C. Il processo creativo, un vero e proprio percorso partecipativo guidato dall'insegnante nelle ore di arte e immagine, ha preso forma attraverso laboratori che combinavano l'espressività artistica con i giochi teatrali. L'azione si è svolta fisicamente nella rotonda dell'edificio scolastico, esattamente in questo luogo preciso, dove i ragazzi hanno potuto sperimentare attivamente il concetto di vicinanza e collaborazione attraverso esercizi/gioco specifici, coinvolgendo il contatto visivo, tattile e l'uso della voce.

L'Introspezione e la Metafora della "Linea Bianca"

Prima della realizzazione pratica, i ragazzi sono stati invitati a intraprendere un profondo percorso di riflessione emotiva sul significato dell'appartenenza a un gruppo che accoglie la persona così com'è, esplorando i sentimenti positivi (accettazione, felicità, gioia, serenità, benessere) e negativi (esclusione, rabbia, solitudine, depressione, ansia) che ne derivano. Questa fase di introspezione ha fatto da fondamenta al lavoro pratico: tramite il colore e la texture, i ragazzi hanno realizzato delle carte colorate che rappresentano visivamente queste emozioni. L'opera d'arte collettiva rappresenta visivamente l'auspicio e la volontà di creare un ambiente scolastico inclusivo. Un aspetto fondamentale del progetto è l'idea che l'opera possa essere infinita, aperta all'integrazione di chiunque: ogni persona della scuola (alunni, insegnanti, personale ATA, Dirigente) , di Vigasio, del Veneto, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo intero, potrebbe aggregarsi con la propria "linea bianca ritagliata" "La linea bianca" non è solo un elemento grafico, ma la rappresentazione simbolica della vita di ciascuno che si incontra con la vita dell'altro, creando la rete stradale simbolica delle relazioni umane.

All'inizio del laboratorio, la misura della linea bianca, un "CANONE", ha fornito una regola precisa che non era una limitazione ma un vincolo che simboleggiava come, nell'ordine e nel rispetto delle proprie e altrui libertà, si possa stare uniti collettivamente, accettando e integrando i nostri bagagli emotivi tutti, nessuno escluso, da valorizzare.

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